Tanti sono i problemi che interessano l’agricoltura e l’allevamento nel 2023, soprattutto dovuti ai cambiamenti climatici che stiamo vivendo e che diventeranno sempre più un tema di dibattito e d’attualità. Per inquadrare meglio la tematica, abbiamo posto alcune domande al presidente Coldiretti di zona, Enrico Vassallo, che dirige anche l’azienda agricola di famiglia presso la storica cascina “Porta Rossa”.
Qual è il suo ruolo in Coldiretti e che tipo di attività portate avanti?
In quanto presidente della zona di Savigliano, mi occupo di coordinare le attività di 11 Comuni del territorio (tra cui Racconigi) ed allo stesso tempo partecipo come membro della giunta provinciale e regionale Coldiretti, che in sostanza si occupa di definire la linea politica dell’associazione. Nello specifico, il mio compito è quello di fare da tramite tra gli agricoltori locali (iscritti e non) e le varie realtà del territorio, come le altre associazioni di categoria, le amministrazioni e simili, cercando di portare le istanze e le problematiche del mondo dell’agricoltura e dell’allevamento a chi – detto in parole povere – può aiutarci a risolverle.
La Coldiretti riesce a rappresentare adeguatamente tutte le varie tipologie di agricoltura e allevamento del nostro territorio?
Assolutamente sì. Guardando i numeri, la sezione di Cuneo presentava nel 2022 ben 27 mila iscritti, risultando la più grande d’Italia e per questa ragione cerca di rappresentare al meglio tutte le forme di coltivazione e allevamento tipiche del cuneese. Ci sono consulte specifiche per ogni ambito, composte da vari rappresentanti. Ad esempio, io sono più specializzato su latte, cereali e settore idrico.
Passando alle problematiche che riguardano la zona del racconigese, si può ancora parlare di emergenza idrica per il mondo agricolo?
L’anno scorso abbiamo sofferto molto il problema idrico, ma non solo a Racconigi. Quest’estate, invece, al momento si lavora bene nelle campagne, anche se certamente il problema permane, trattandosi ormai di qualcosa di strutturale. Sul tema c’è anche la questione di una necessaria riorganizzazione del sistema di canali assieme a una semplificazione della burocrazia relativa, perché con la carenza idrica è emerso il problema del vuoto normativo sulla proprietà dell’utilizzo di alcuni canali irrigui.
L’INTERVISTA COMPLETA ALL’INTERNO DEL GIORNALE.



